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  LE NOSTRE ORIGINI

Dio ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, ha suscitato nella Chiesa, per mezzo della madre Maria Domenica, la congregazione delle Ministre degli Infermi di San Camillo per testimoniare nel mondo la carità di Cristo verso gli infermi.

Impegnata da anni, nell'assistenza domiciliare alle inferme, Maria Domenica vede l'immensità del lavoro e sente il bisogno di moltiplicare le braccia della carità. Per tale scopo formula il progetto di raccogliere intorno a sé altre persone, animate dallo stesso ideale e identico amore per le inferme.

Nell'autobiografia ella descrive così: " Alcune signore si unirono al mio progetto di formare una congregazione di poche ma libere persone, risolute di non omettere alcun mezzo per rendersi utili alle infelici penanti che in mezzo ad una estrema miseria si rimanevano nelle proprie case per non abbandonare la famiglia "

Docile all'azione dello Spirito, la madre fondatrice incarnò il carisma ricevuto nella totale donazione di sé a sollievo dell'umanità languente e lo ha trasmesso alle figlie per continuare nella Chiesa la missione a lei affidata dal Salvatore: "curate i malati e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio"

Storia della Fondazione         

Lucca, città natale della Beata Maria Domenica Brun Barbantini, dove vive e opera fino alla morte, agli inizi del’800 vantava la presenza di pubblici ospedali e di un ospizio per invalidi. Tuttavia, vi erano persone povere e ammalata, che languivano nelle loro case, all’insegna di uno squallore sconcertante.

Vivevano, scrive Maria Domenica, “In case più laide delle stalle medesime, su certi pagliericci, che poco discosti da un mucchio di immondizie, da quelli non si distinguevano che per i gemiti di un infelice coperta di ulcere e piaghe che là giaceva spossata di forze, mancante di alimento e di che a lei prestasse i necessari servizi.  L’infelice penante giaceva là… ove si respirava un’aria ammorbata di fetore con la sola compagnia di un brulicame di insetti di ogni specie”.

Nel suo ardore giovanile Maria Domenica “cerca il volto” di Colui che ha ferito d’amore il suo cuore, di “Dio umanato, agonizzante nell’orto o spirante sopra una croce”.

Lo “trova” nei tuguri della sua città, dove sotto le sembianze dei fratelli ammalati e derelitti che vivono in situazione disumane, lo sguardo luminoso della sua fede scorge il volto di Cristo Crocifisso.

Determinata a “servire Gesù”, memore delle sue parole: “quello che fate al più piccolo dei fratelli, l’avete fatto a me”, Maria Domenica dirige i suoi passi verso i destinatari del suo Amore, i piccoli di cui si prende cura sono gli ammalati, i poveri, che stanno sperimentando nella loro umanità il brivido della carne, la paura, la solitudine, l’angoscia vissuta da Cristo nel Getsemani, dinanzi al calice della Passione.

Maria Domenica, pur essendo pervasa dallo spirito di S. Camillo de Lellis, non conosce ancora il Santo e la sua opera da vicino. Riceve questa opportunità incontrando P. Antonio Scalabrini, camilliano, a Lucca nel 1828. La conoscenza di S. Camillo ha rappresentato per lei la stella di riferimento; nel santo della Carità, assieme alla propria singolare affinità, scopre la medesima visione di Dio e dell’uomo e riconosce l’unico Carisma della carità misericordiosa verso gli ammalati. 

Maria Domenica, il 23 gennaio 1829 dà origine alla Congregazione delle Sorelle Oblate Infermiere sotto l’invocazione di Maria SS. Addolorata e di S. Camillo de Lellis. La Vergine Addolorata è “invocata”, ovvero “chiamata dentro” il cuore e la vita della congregazione. Lei sarà la compagna dei giorni lieti e tristi delle sorelle oblate infermiere, sarà per esse il modello del ministero e l’icona ispiratrice della compassione verso i malati e i morenti. Il santo abruzzese Camillo De Lellis, è “ invocato” cioè chiamato dentro la vita della congregazione.  Per il suo speciale  ed eroico amore agli infermi e le per sue intuizioni carismatiche nell’ambito della sanità; Maria Domenica affida le figlie alla protezione del santo, e lo propone come modello nell’esercizio del ministero verso gli infermi. La congregazione di Maria Domenica nasce perciò camilliana sulla scia luminosa di un gigante della carità nell'assistenza verso i fratelli infermi. L'Addolorata e Camillo de Lellis, sono infatti i supremi modelli dell'Istituto; essi vivono accanto alle figlie di Maria Domenica come maestri e ispiratori; insieme completano il mosaico della Carità evangelica che le religiose sono chia­mate a vivere.

P. Scalabrini non esita a identificare l’opera di Maria Domenica con quella di S. Camillo.  Eletto superiore generale aggrega al suo Ordine, l’Ordine dei Ministri degli Infermi, la Congregazione delle Sorelle Oblate Infermiere che egli definisce “nuovo giardino del mio patriarca”. Pio IX il 23 marzo 1852 concede alla nuova Congregazione il Decretum Laudis, primo riconoscimento ufficiale da parte della S. Sede delle regole e dell’Istituto di Maria Domenica con la denominazione: “Institutum Sororum Infirmis Ministrantium Lucae erectum”.

Maria Domenica Brun Barbantini

Maria Domenica nasce a Lucca il 17 gennaio 1789. Il padre, Pietro Brun, di origine elvetica, dal cantone di Lucerna.....

San Camillo de Lellis
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