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19/01/2010
(Vi riportiamo qui la comunicazione inviataci da Sr. Dulce come risposta all'appello di notizie da parte di Sr. Teresa Salvagni)
19 gennaio 2010
Siamo sicure che i mass media non ci vedono ma speriamo che la telecamera del Padre Eterno funzioni bene, non mai fuori linea come il nostro internet!
Per grazia del Signore stiamo bene. Per un po’ di giorni non abbiamo potuto comunicare via internet, ma il problema dipende dal nostro computer che sembra di aver subito l'effetto del sisma. Nella stessa notte del sisma sono venuti tantissimi ammalati, con gravi traumi, per essere curati. Sono stati bravissimi i nostri medici e infermieri di turno. Sono accorsi anche i medici della vicinanza per dare una mano. In quella notte non si sentiva altro che grido e gemiti di dolore. Le suture sono state fatte senza anestesia (perché tutte consumate nel soccorso)... Alcuni malati sono morti perché sono troppo gravi. Nei giorni seguenti continuavano arrivare ammalati.
In questo momento ci sono tanti centri di soccorso con gli ortopedici, perché la maggioranza dei feriti vengono trasferiti in questi centri specializzati.
Ieri sono venuti anche gli americani con il camion per cercare i malati e per portargli al loro centro (per gli interventi).
Ora noi siamo nella fase di riorganizzare il centro per riprendere l’attività normale. Assicuriamo la visita medica, la farmacia, la medicazione e l’ospedalizzazione. Oggi sono venuti tanti malati per la radiografia. Per il momento mettiamo i ricoverati sotto il garage. Ad ogni modo la gente, soprattutto il nostro personale, ha paura di entrare nelle stanze; i tecnici di laboratorio non vogliono entrare nel laboratorio. Questo è comprensibile perché tutti gli edifici hanno subito dei danni e presentano tante crepature. Ora il più difficile è raccogliere i pezzi, pulire e mettere le cose in ordine. Poi c’è del personale che non ha ripreso il servizio e abbiamo dovuto tappare i buchi con le nostre aspiranti. Queste, per pura grazia, sono state salvate perché erano nella conferenza (della Dott.ssa Zilda) come i seminaristi. Non sapevamo niente di loro, finche non sono tornate a casa nel pomeriggio del giorno dopo, dovendo far tutta la strada a piedi.
Non possiamo lamentarci quando il Signore ci ha conservato in vita e in piena salute. Questa vita è puro dono divino; non facciamo niente per averla oppure perderla.
Lodate il Signore con noi e preghiamo per tanti fratelli che soffrono.
Per il momento stop.
Le sorelle di Haiti: Sr. Dulce, Sr. Anna Tiphawan e Sr. Caterina Chaweewan
Aiutare Haiti SUBITO.....
HAITI, OSPEDALE CAMILLIANI: "ABBIAMO BISOGNO DI GASOLIO"
"Abbiamo urgente bisogno di gasolio altrimenti qui tra 5 giorni i generatori si fermano e l'ospedale si blocca". E' l'appello lanciato da padre Crescenzo Mazzella, frate dell'ospedale San Camillo di Port-Au-Prince, raggiunto telefonicamente da CNR nella capitale haitiana.
“Chiediamo aiuto a voi per metterci in contatto con i distributori locali di gasolio. Abbiamo ancora 5 o 6 giorni di autonomia per far funzionare i nostri generatori ma il gasolio sta finendo”. Questo l’appello rivolto a CNRmedia da padre Crescenzo Mazella dell’Ospedale San Camillo di Port-Au-Prince, gestito dai frati camilliani. “Abbiamo ancora acqua ma stiamo aspettando un depuratore, promesso dalla protezione civile italiana che qui ha allestito un ospedale da campo – continua Mazzella - , tutti i feriti, circa 200, sono fuori nel nostro giardino e vengono assistiti anche dai parenti, siamo riusciti a trovare flebo per quasi tutti. Ma la gente ha fame, vengono da noi a chiederci cibo. E acqua. Abbiamo bisogno di gasolio altrimenti qui non funzionerà più nulla”.
CNRmedia 18/01/2010
Terremoto di Haiti
Comunicato Stampa
Roma, 17/01/2010
Dopo aver invano cercato un contatto, finalmente anche noi di CTF Central siamo stati in grado di aprire una linea di comunicazione con i confratelli in Haiti. E ci siamo riusciti per mezzo della telefonia elettronica (Skype). Abbiamo parlato per circa mezz’ora con P. Mazzella Crescenzo. La sua voce era ferma e sicura, rasserenante per tutti noi! Non c’è dubbio che i nostri stanno tenendo testa con forza a questa ennesima prova, mostrando al tempo stesso coraggio e rinnovata determinazione!
Non c’è bisogno di aggiungere molto alle parole di P. Crescenzo che lasciamo senza commenti:
«Stiamo tutti bene….. Urgenti bisogni sono medicinali, alimenti….. La Protezione Civile Italiana, che è stanziata qui vicino, ci ha già contattato e da oggi stesso sono stati stabiliti i primi rapporti con l'organizzazione: l'evacuazione dei malati gravi nel campo ospedale che ha allestito vicino ad un altro centro sanitario della fondazione Francesca Rava, les petits frères et soeurs, gestito da un padre passionista, medico statunitense…..
Le scosse continuano: l'ultima di una certa intensità alle 11 a.m (17 ora italiana)…..
Oggi abbiamo inviato a casa loro tutti i seminaristi, professi temporanei e postulanti perché non hanno notizie dei loro cari o le poche che hanno sono confuse. Sono davvero tutti provati: qualcuno perché ha perso dei congiunti; i teologi perché hanno visto morire i loro compagni di scuola (CIFOR), schiacciati nelle loro macchine: i muri dell'edificio sono crollati sulla vetture che tentavano di uscire dal parcheggio della scuola stessa; i nostri cinque si sono salvati perché la loro vettura era parcheggiata più distante...»
Dalle parole di P. Crescenzo si può dedurre un senso di sollievo per l’evoluzione della drammatica situazione. Adesso nel nostro Ospedale il numero di feriti va diminuendo ed è meglio gestibile dal personale locale. Nondimeno continuano i ricoveri. La collaborazione con la Protezione Civile permette di indirizzare i casi più gravi presso una struttura idonea e attrezzata con Sale Operatorie.
Attualmente il sistema idrico e la rete elettrica (attraverso generatore) del campus tengono. Preoccupa comunque il ridursi della disponibilità di gasolio, difficile da reperire presso le stazioni di benzina, ormai prese d’assalto. C’è autonomia per una settimana. La torre dell’acqua che, a caduta, fornisce acqua a tutto il campus è pericolante: necessita di interventi per renderla stabile ed impedirne la caduta.
Al fine di assicurare la protezione dei residenti del campus e dei feriti qui accolti, si stanno prendendo contatti con la forza ONU in loco: purtroppo, domina l’incertezza ed il caos provocato da bande armate che vagano saccheggiando ovunque.
P. Crescenzo ha un’ultima parola di gratitudine per tutto quello che si fa, segno della visibile solidarietà verso la comunità camilliana. Già lui vede sorgere l’alba da questa tragedia: un’alba di speranza di cui si vedono i primi segni!
Terremoto di Haiti
Comunicato Stampa
Roma, 16/01/2010
Con il passare delle giornate, i danni provocati dal terremoto che ha colpito l’isola di Haiti si rivelano nella loro ampiezza e tragicità. A questi dati fa da contraltare la generosità di molti che con sempre maggiore frequenza si avvicinano alle nostre porte. Il dramma della popolazioni di Haiti sta risvegliando, una volta di più, il meglio che è in ogni persona umana, la solidarietà pratica!
Infatti, oltre alle donazioni in denaro o in beni di consumo, stiamo ricevendo molte adesioni di volontariato, soprattutto da parte di personale sanitario. In considerazione del fatto che la nostra missione in Haiti ruota attorno all’Ospedale St. Camille, tutte queste adesioni non possono che essere benvenute.
Contattati ieri sera, P. Mazzella e Sr. Dulce, superiori rispettivamente della comunità camilliana e delle Suore Ministre degli Infermi, hanno messo in guardia contro i pericoli legati alla presenza di bande armate che si stanno dando allo sciacallaggio, favorite in questo dalla assenza di ogni struttura dello Stato e della legalità. Garantire la sicurezza è difficile e consigliano di aspettare prima di partire.
CTF Central e la Provincia Piemontese stanno raccogliendo adesioni al fine di creare una lista di volontari da inviare in quella missione. Ovviamente, si aspetta il segnale di luce verde prima di dare l’OK alla partenza.
Continuano anche le raccolte di fondi da destinarsi a interventi di prima emergenza e per la ricostruzione. Anche queste verranno canalizzate non appena sarà possibile farle pervenire in tutta sicurezza ai confratelli ed alle sorelle in Haiti.
I conti correnti specifici (di CTF Central e della Provincia Piemontese) per il sostegno alle vittime del terremoto in Haiti sono:
IBAN: IT 54 E0351203200000000011643 - Credito Artigiano, Via S. Pio X, 6/1°- 00193 Roma BIC SWIFT: ARTIITM2 Madian orizzonti onlus, Iban: IT64 M054 2801 0000 0000 0077749, Banca Popolare di Bergamo, C/C POSTALE: 70170733 (da usare per la detrazione fiscale)
dal sito: http://www.camilliani.org/
Dall’inizio della missione delle Ministre degli Infermi in Haiti nel 2001 fino adesso, le sorelle che collaborano con i Camilliani nel Foyer e Dispensario di San Camillo si sono sempre dedicate all’assistenza del popolo haitiano. In questo momento critico del devastante terremoto le sorelle, assieme ai Camilliani, accolgono centinaia di persone, vittime della tragedia, prodigando le loro cure a feriti e moribondi. La struttura sta ancora in piedi ma alcune parti sono pericolanti.
Come tutta la gente del luogo, le suore dormono all’aperto nel timore di altre scosse di assestamento che possono essere anche forti. Continuiamo ad accompagnarle e tutta la popolazione haitiana con la nostra preghiera.
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