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Ramiro Miranda

Mi chiamo Ramiro, sono un uomo di più di sette decadi. Ho sempre considerato la mia storia di vita piena di felicità, anche se ci sono sempre stati presenti alcuni mali, però appartengo a una bellissima famiglia e sono sempre stato molto grato al Signore per questo.
Non avrei mai immaginato che nel tramonto della vita mi dovessero succedere parecchi cambiamenti, dolori e gioie.
Sono già quindici anni trascorsi da quel giorno in cui io e mia sposa Maria Elena, abbiamo ricevuto un invito che mi è sembrato all’inizio un po’ strano che fossi proprio rivolto a me che sono una persona piuttosto introversa e che amava rimanere a casa. Veramente mi ha molto sorpreso quell’invito.
Però, come tutti i disegni di Dio, non so spiegare il come e il perché mi sono inserito nella comunità delle Sorelle Ministre degli Infermi di San Camillo, la cui fondatrice è la Beata Madre Maria Domenica Brun Barbantini. Meglio tardi che mai, si dice, e subito mi sono reso conto che non era una semplice comunità e sì una bella famiglia, dove ogni membro aveva un dono molto validissimo da donare agli altri.
Così la vita mi ha regalato questa grande famiglia ed io poco a poco ho sperimentato in me un profondo cambiamento, nell’ambito psicologico e spirituale. Purtroppo, dopo alcuni anni ho cominciato a sentire una forte debilità e dolori. Agli inizi tutti gli accertamenti medici non costatavano niente di patologico. Dopo un po’ di tempo però una dura notizia si è annunciata su di me e della mia cara famiglia: mi hanno diagnosticato un tumore gastrico e l’unica soluzione era l’estrazione totale dello stomaco.
Ore prima dell’intervento ho sperimentato tanta paura, ho sentito che la mia fede veniva meno. Alle sette del mattino, prima de entrare nella sala operatoria sono arrivate le Sorelle per pregare con me, mia moglie e mia figlia. In questo momento ho avuto la sensazione chiara di un cambiamento avvenuto in me e che sarei stato capace di accettare qualsiasi cosa che mi fosse accaduto. La mia famiglia non era più soltanto io, mia sposa e mia figlia e sì appartenevo, por pura bontà divina a una grande famiglia, la bellissima famiglia di Maria Domenica. La mia famiglia era grande e grazia all’amore e alla forza proveniente di questa comunione io avrei avuto la forza di seguire avanti.
Chiaramente ero protetto e ogni giorno c’era qualcuno che aiutava a fortificare il mio cuore, rasserenare la mia anima e prendere cura delle mie ferite.
L’immagine della mia Beata protettrice e madre spirituale era lì, nella nostra stanza da letto. Ogni volta che sentivo dei dolori, la guardavo e percepivo in lei una tale comprensione e cura come Madre che accompagna il suo figlio infermo.
Per certificarmi se veramente mi ascoltava, in un giorno della mia lunga convalescenza nel rivolgermi a lei le ho chiesto che si manifestassi con un piccolo segno che confermassi la sua vicinanza e il suo prendersi cura di me.
Alcune notti dopo questo dialogo, ho sognato che Madre Maria Domenica stava a comperare dei filli per ricamare. Quando ho raccontato alle Suore il mio sogno, loro hanno detto che effettivamente la Beata era una gran esperta in tessuti e filli da ricamo e che lei realizzava dei bei lavori in quest’arte manuale. Allora ho capito che la Madre era veramente sempre vicina a me.
Alcuni giorni dopo sono andato ai controlli medici e con un gesto di fiducia mi hanno detto che anche se l’estrazione del tumore era stata totale, la mia vita avrebbe durato meno  di due anni.  Finora sono passati sette anni o anche più, e anche se la mia salute non è delle migliori, segue avanti abbastanza bene.
A volte riflettendo sulla mia vita, mi viene da credere che non avessi bisogno di chiedere nessun segno alla Madre Maria Domenica. Ogni giorno della mia vita è un miracolo. Ogni dolore è una mostra di fortezza, ogni gioia un segno chiaro di bontà.
Serenamente posso affermare che ogni giorno - capiti quello che si voglia - sento che non sono solo, che Lei è lì, mi conforta nelle mie tristezze e mi da forza perché, malgrado la mia età e la mia salute mal ferma,  possa proseguire condividendo giorno dopo giorno con le persone che amo.
Vi auguro a tutti un incontro figliale con la Beata Madre Maria Domenica e che la possiate sentire anche voi come la sento io, una Madre, amica e compagna di viaggio.


Ramiro Miranda
Cile, giugno 2013

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