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Suor Maria Elenilza

CONDIVIDENDO VITA E ESPERIENZA VOCAZIONALE
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”  

 

Carissime consorelle, giovani e amici

Sono Suor  Elenilza, brasiliana, nata  nello stato di Sergipe. Provengo da una famiglia di 12 persone: il padre, la madre e dieci figli.
      Ho imparato il senso del servizio e della cura da mia madre e il senso biblico-religioso della vita da mio padre. Lui è stato il mio primo catechista.
Da ambedue ho imparato i valori umani. Tutto quello che pian piano ho appreso proviene dalla testimonianza e dagli insegnamenti di tante persone che ho conosciuto e da tante Sorelle della congregazione della quale faccio parte: le Suore Ministre degli Infermi di San Camillo. Molte cose le ho capite in profondità a partire dal mio rapporto con Dio, nella preghiera e nell’ascolto della Parola di Dio che quotidianamente mi nutrono e ispirano.
Tutto è dono da far tesoro, perché dietro ogni avvenimento e in ogni rapporto c’è la mano provvidente e piena di tenerezza del Signore che mi guida e mi accompagna in questo itinerario di crescita di pienezza in pienezza.
           Con gioia condivido con voi la mia storia vocazionale e, ripercorrendo la mia storia personale, risalgo ai miei undici-dodici anni. Fu in questa tappa della mia vita che ho avvertito per la prima volta la chiamata del Signore. Questo avvenne quando andai ad ascoltare una riflessione del nostro vescovo diocesano Mons. Edvaldo Amaral SDB, in occasione di una missione parrocchiale. Ritornando a casa parlai con mia madre riguardo a quello che sentivo, ma essa non appoggiò la scelta vocazionale che desideravo fare in seguito. Mamma arrivò a dirmi: “La suora non ha prospettive di futuro”. Io ho mantenuto nel tempo il mio proposito, però a lungo andare mi sono dimenticata di quella luce che il Signore mi aveva concesso in quella conferenza del nostro vescovo. In verità io non conoscevo le suore ed ero troppo piccola per perseguire da sola la realizzazione di quel mio desiderio.
    Più tardi, quando avevo 17 anni, ho pensato di sposarmi, ho avuto un fidanzato e il nostro rapporto era buono e in verità poteva portarci al matrimonio. Però avvertivo che mi mancava qualche cosa di fondamentale e ho deciso di darmi un tempo per riflettere. Così mi sono inserita in pieno nelle attività della comunità parrocchiale, aiutando nella formazione di un gruppo giovanile. Mi hanno affidato il coordinamento del gruppo, mi sono anche impegnata nella catechesi degli adulti e dei bambini ed ero membro dell’equipe di liturgia.
    Verso i 18 anni, sentendomi già indipendente in termini economici ed anche più matura e capace di fare una scelta vocazionale da me, la chiamata del Signore si è fatta più viva che mai. Mia mamma continuava a non  appoggiarmi, però io mi sentivo libera di proseguire nella mia ricerca; mi sono interessata e un compagno di scuola mi ha indicato tre congregazioni. Andai a trovare le suore della comunità dell’Oratorio Festivo D. Bebè, opera diretta dalla Suore Ministre degli Infermi di San Camillo, che si dedicano alla promozione umana e all’evangelizzazione delle bambine povere e a rischio. Mi presentai loro come giovane che si sente chiamata ad essere religiosa e chiesi loro di aiutarmi a chiarire come volesse il Signore che io lo seguissi. Io non conoscevo le suore e neanche il loro carisma, però ero talmente decisa che immaginavo che c’era soltanto da prenotare il giorno dell’ingresso e per me poteva essere anche la settimana seguente: era il 19 ottobre 1982. La Suora che mi accolse – Sr. Arlinda R. Santos – mi ascoltò e poi mi disse che prima bisognava che ci fosse un periodo di mutua conoscenza, io di loro e dalla parte loro di me e ci siamo messe d’accordo che il giorno 26 ottobre io sarei ritornata per rimanere con loro quel giorno. Da quel giorno in poi ho iniziato a frequentare la comunità, anche loro sono venute a conoscere la mia famiglia e nell’anno seguente sono entrata nella loro casa di formazione: era il giorno 23 febbraio 1983 e io avevo 19 anni di età.

    Dei miei famigliari nessuno si è opposto alla mia scelta eccetto mia madre, che ha continuato nella sua impresa di dissuadermi, particolarmente quando io andavo in vacanza a casa e questo lungo cinque anni, fino al giorno in cui ho fatto la prima professione religiosa, il 14 febbraio 1988. A partire da questo giorno, pian piano, la mia mamma ha incominciato a convincersi e a capire la mia vocazione ed è diventata una mia grande alleata. Oggi  dice a tutti che ha una figlia suora e ha iniziato a considerare tutte le consorelle come sue figlie.


Cosa mi fa essere perseverante nella mia vocazione:
La certezza dell’amore del Signore per me. Di questo non ho mai avuto dubbi. Ho sempre avuto con Lui una conversazione spontanea, sia nei momenti di preghiera propriamente detta, sia nelle diverse attività, nei momenti di gioia ed anche quando ho dovuto affrontare delle difficoltà, ho sempre avuto la certezza della Sua divina presenza accanto a me, quando sono sveglia ed anche nei sogni. Se per caso sono triste per qualche situazione difficile, dopo una preghiera, il sorriso e la serenità mi ritornano, per la forza che Dio esercita su di me. Ci sono alcune frasi bibliche che mi ritornano continuamente: “Niente è impossibile a Dio”.  “Senza di me non potete far nulla”. “Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la Sua Parola”.  “In quello che dipende da voi, vivete in pace con tutti”. “Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticarti mai dei suoi favori”. E vari altri passaggi sulla misericordia e la compassione.
La mia vita è tutta intessuta dall’amore e dalla tenerezza del Signore. E’ un’esperienza affascinante! E’ difficile descrivere le innumerevoli volte in cui ho avuto la certezza della  presenza del Signore nella mia vita. Anche se la mia corrispondenza è piccola nei confronti del Suo grande amore, però cerco di ricambiare nella mia modesta capacità il grande amore di Dio, donandomi alla congregazione, prendendomi cura delle persone alle quali sono inviata in missione, alla mia famiglia, parenti, amici. Guardo a tutti nell’ottica della fede; sono regali di Dio, opportunità da non perdere per amare e donarmi. Certo, sono lontana della perfezione, però, mi impegno nel quotidiano per essere  migliore;,  con il cuore pieno di gratitudine voglio ogni giorno rendere gloria a Dio.

I valori in cui credo

La fede, la famiglia, l’amicizia, la sincerità rispettosa, vivere l’amore, la bontà, la gioia serena, la pace del cuore, il buon senso, la giustizia  unita alla misericordia. Come Dio agisce con noi, dobbiamo anche noi  agire con gli altri.  E’ fondamentale leggere la realtà del mondo con gli occhi del credente per saperci educare e per ringraziare il Signore per tutte le opportunità che ci dona.
A me piace dialogare con Dio, ascoltarlo tramite la Sua Parola. Mi dedico anche a comporre musiche, cantare, suonare, danzare, realizzare cartelloni con messaggi, scrivere parabole per la riflessione nei gruppi. Il servizio ai malati è per me una missione molto bella, perché è il prendersi cura di chi è nel bisogno e nella sofferenza. Ho tante opportunità di aiutare le persone bisognose, particolarmente come suora e come assistente sociale.  Mi piace dedicarmi al giardinaggio e all’orto, il contatto con la terra e con l’acqua mi rivitalizza; mi piace anche nuotare. Gli incontri con persone amiche, con le consorelle, per condividere, per ascoltarle mi riempiono di gioia. Cerco di stabilire rapporti di buona convivenza, sempre con lo scopo di imparare e crescere a vicenda.
Per tutto e per tutti, grazie Signore!

Suor  Maria Elenilza Silva Santos – MI


 

E-mail: irmaelenilza@yahoo.com.br
Blog – formascriativas.blogspot.com (Artes e Formas Criativas)

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